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 Giornate - orari di allenamento - Insegnanti 

Lunedì - Mercoledì - Venerdì dalle 20:00 alle 21:00

Insegnanti: Andrea Prassini, Ferdinando Martusciello, Giampietro Sara, Cristian Porcaro

 

 

 

  Cos'è la THAI BOXE ?

 

La Muay Thai(in lingua thailandese มวยไทย ) nota anche come Thai Boxing o Boxe Thailandese, è uno sport da combattimento che ha le sue origini nella Mae Mai Muay Thai, antica tecnica di lotta thailandese. La Mae Mai Muay Thai studia combattimenti sia con le armi che senza ed era utilizzata dai guerrieri thailandesi in guerra, qualora avessero perso le armi.

Attualmente il termine Muay Thai oggi identifica prevalentemente l'aspetto sportivo dell'arte marziale.

 

Storia della Muay Thai

La Muay Thai ha origine nell’antico regno del Siam (attuale Thailandia), come per il resto delle altre arti marziali, le sue origini si perdono nel più remoto e misterioso passato fatto di guerre e razzie (l’invasione nella città d’Ayutthaya da parte del popolo Birmano ai danni di quello Siamese, che provocò la distruzione di gran parte degli archivi storici e culturali anche per questo motivo le notizie che abbiamo in nostro possesso non si possono considerare attendibili al cento per cento perché gli storici si dovettero basare sui pochi scritti salvati dalle ripetute invasioni e sulle storie tramandate oralmente dai padri ai figli). Sulla controversa storia di questo popolo e la misteriosa nascita della Muay Thai esistono due teorie, la prima sostiene che il popolo degli Ao – Lai fu costretto a difendersi dai continui attacchi dei predoni e dei popoli che li vedevano attraversare il loro territorio durante il periodo migratorio (Tibetani, Bruma, Cina, Khmer, Birmani e altri), la seconda afferma che il popolo degli Ao – Lai era già presente in quei territori e che doveva difendersi dalle invasioni dei popoli confinanti.

Prendendo in considerazione la prima teoria si narra che tutto abbia avuto origine circa 2000 anni fa dalla tribù degli AO-LAI, che intorno all’anno 200 a.C. migrarono dal nord dell’India fino al fiume Mekhong per poi raggiungere quello che sarebbe diventato il regno del Siam, passando attraverso il Tibet orientale, a sud delle ricche vallate dello Yannan nella Cina meridionale da dove si spostarono in tutte le direzioni arrivando fino hai confini dell’impero per poi puntare di nuovo verso sud; a questo punto il popolo degli Ao - Lai si divise in tre gruppi:

 

  • Gli Shan, che si diressero nella parte settentrionale di Burma

  • Gli Ahom, che si diressero ad est fino al Vietnam 

  • Gli Ao – Lai, che mantennero il nome e si diressero verso la terra che sarebbe diventata la loro patria, il "Regno del Siam” 

 

possiamo quindi affermare che in difesa del proprio popolo gli Ao – Lai crearono uno stile di combattimento che prevedeva l’uso delle armi e il combattimento corpo a corpo chiamato Krabi Krabong. Intorno al 1700 i due differenti stili di combattimento si scissero e divennero;

 

  • Krabi Krabong, lo stile che prevedeva l’uso delle armi (spada, lancia, giavellotto, pugnale, bastone).

  • Muay Thai, lo stile di combattimento corpo a corpo che prevedeva l’uso dei gomiti, dei pugni, dei calci, delle ginocchia, della testa e della lotta.

 

 

La storia di quest’antica arte marziale va di pari passo con la storia della nazione e di conseguenza anche la Muay Thai nel corso degli anni ha subito notevoli cambiamenti fino a raggiungere la sua forma ultima conosciuta oggi. Seguendo questo percorso storico si può constatare che come tutte le arti marziali anche la Muay Thai ha avuto origine nel tempio cinese Shaolin, e le sue prime tracce si possono collocare in un periodo storico chiamato Pre – Sukhothai (200 a.C.1238) e attribuire ai monaci buddisti indiani, che furono mandati nella regione chiamata Suvarnabhumi (regione che si estendeva dal Myanmar meridionale – Birmania – attraverso la Thailandia centrale fino alla Cambogia orientale). Contemporaneamente iniziò la migrazione del popolo degli Ao – Lai con un inesorabile incontro con le popolazioni locali dove vi fu un’integrazione e scambio culturale e iniziò la diffusione della Muay Thai. Dopo il periodo storico Pre – Sukhothai ci fu l’era Sukhothai (1238 – 1377), la città divenne la capitale del Siam e assunse anche una grande importanza religiosa. In questo periodo la Muay Thai era conosciuta come Mai Si Sok, divenne fondamentale per i soldati in tempo di guerra, mentre era usata come sistema di difesa e come allenamento per tenersi in costante forma in tempo di pace. Sempre in questi anni il re Ramkamheng scrisse il Tamrab – Pichei – Songkram, il libro per imparare l’arte della guerra. In seguito la Mai Si Sok prese il nome di Pahuyuth nell’era Ayutthaya (1377 – 1767). La capitale del regno diventò la città d’Ayutthaya e la Pahuyuth divenne fondamentale nelle innumerevoli guerre contro il popolo birmano, diventando anche un elemento fondamentale per elevare la propria posizione sociale in quanto era praticata oltre che nei villaggi anche e soprattutto intorno alle corte della famiglia reale. Gli stessi re affascinati e rapiti dalla bellezza della Pahuyuth decisero di praticarla, e così la soprannominarono“l’arte dei re”. I più leggendari furono Naresua il Grande (15901605, durante il suo regno il popolo siamese fu soprannominato “il popolo delle otto braccia”) e Phra Chao Sri Sanpetch VIII, conosciuto in seguito come Phra Buddha Chao Sua (in italiano il Re Tigre) per la ferocia in combattimento (17031709). In questo periodo particolare possiamo assistere ad una prima fase importante della trasformazione della Pahayuth verso la Muay Thai sportiva contemporanea. Prima di allora era considerata esclusivamente come sistema di combattimento utilizzato in guerra, fu poi utilizzata anche come un efficace sistema di difesa, per poi passare ad una forma sportiva che prese il nome di Dhee Muay o Dhoi Muay. I contendenti si affrontavano davanti ad un pubblico in occasione di celebrazioni religiose o di festività ed i duelli si svolgevano all’interno delle corti o delle piazze. Questi incontri non avevano limiti di tempo, non avevano categorie di peso e i contendenti si affrontavano senza protezioni. Gli incontri finivano per KO per morte dell’avversario o per resa e molto spesso erano costretti ad affrontare più incontri nella stessa giornata. I sovrani rimasero talmente ammaliati dalla Pahuyuth che crearono un particolare plotone che sviluppò la Muay Luang una forma di Pahuyuth molto tecnica e sofisticata che serviva alla protezione della famiglia reale e alla difesa della patria. Gli ufficiali di questo plotone prendevano il nome di Dhamruot Luang, Gong Tanai Luak o Grom Nak Muay. Solo in seguito, quando ormai gli incontri erano all’ordine del giorno, fu introdotto per esigenza l’uso dei Kaad Chiek, protezioni per avambracci e mani fatte di corda di canapa non raffinata che oltre a proteggere l’atleta servivano ad aumentare l’incidenza dei colpi con i Gon Hoi (aggiunte di corda di canapa sulle nocche che formavano delle protuberanze). L’efficacia dei colpi fu aumentata ulteriormente bagnando i Kaad Chiek prima degli incontri, cosi con la fase d’asciugatura, le corde di canapa s’indurivano maggiormente. Solo in alcune circostanze si narra che con il consenso dei combattenti i Kaad Chiek venivano immersi nella resina, o in un qualsiasi altro tipo di sostanza collosa, per poi cospargerle di materiale abrasivo come frammenti di vetro o di pietra, rendendo cosi le mani armi micidiali. Solo in seguito furono introdotte, al posto dei Kaad Chiek, i bendaggi in corda con dei nodi sulle nocche per poi passare ai guantoni. In questi anni grazie alla pratica della Pahuyuth l’esercito Thai fu molto temuto dai popoli vicini, ma questo non fermo la Birmania che nel 1767 riuscì a conquistare la città d’Ayutthaya dando origine alla leggenda più famosa della Thailandia, la "leggenda di Nai Khanom Thom". Nelle tre successive fasi storiche, era Thombury (1767 – 1782), 1° periodo Rattanakosin (1782 – 1868) e 2° periodo Rattanakosin (1868 – 1925). La capitale del Siam fu trasferita lungo le rive del fiume Chao Phraya, chiamandosi prima Krung Rattanakosin, più tardi Krung Thep Mahanakorn, per poi diventare in fine l’attuale Bangkok. Nell’era Rattanakosin la Pahayuth prese il nome di Mae Mai Muay Thai o Mai Muay Thai e durante questo periodo vive la sua consacrazione. Talmente era entrata nella vita del popolo la Mae Mai Muay Thai fu introdotta nelle scuole come materia di studio e vi rimase fino al 1921. In questi anni tutti volevano praticare la Mae Mai Muay Thai: ricco, povero, vecchio, giovane, ogni paese organizzava delle celebrazioni, delle feste tutto per fare dei combattimenti. Questo comportò un inevitabile confronto fra combattenti di diverse regioni, i quali avevano un proprio stile di combattimento che cambiava da regione a regione. Secondo una ricostruzione storica tre furono le correnti di stili regionali più importanti che influenzarono la Muay Thai moderna; Korat, Lopburi e Chaya.

Il Korat era uno stile di combattimento che prevedeva una guardia bassa e molto stabile con colpi di pugni e calci molto potenti, eseguiti in combinazione di due o tre colpi. Erano usati dei Kaad Chiek che coprivano l’atleta per l’intera lunghezza dell’avambraccio, cosi facendo si aumentava l’efficacia dei colpi in attacco e migliorava notevolmente la difesa. Il Lopburi era uno stile di combattimento basato sulla velocità e sulla precisione d’esecuzione di una sequenza di quattro, cinque colpi. La guardia a differenza dello stile Korat è molto alta e meno stabile ciò permette una maggiore agilità, (caratteristiche principali dello stile Hanuman). I Kaad Chiek ricoprivano solo le mani con dei rinforzi sulle nocche (gon hoi).

Il Chaya era uno stile che prevedeva colpi di gomito, ginocchio, tecniche di pugno e di calci, colpi d’incontro con continui spostamenti laterali, arretramenti e avanzamenti. I Kaad Chiek coprivano interamente gli avambracci e le mani e sulle nocche erano presenti dei rinforzi (gon hoi). Nonostante si considerino solo questi tre stili, se ne può considerare un quarto il Muay Pra Na Korn. Questo stile deriva dalla fusione dei tre precedenti (avvenuta nell’era Rattanakosin durante l'ascesa a capitale di quella che oggi conosciamo come Bangkok). L’esecuzione dei colpi poteva essere molto veloce o molto potente, anche la guardia poteva cambiare in base all’evolversi del combattimento. I Kaad Chiek coprivano interamente le mani e gli avambracci. In questo periodo furono costruite le prime arene permanenti per i combattimenti, solo dopo il 1925 si sviluppò la necessità di avere delle regole ben precise. S’introdussero, solo dopo il 1945, le categorie di peso, i round, i guantoni per proteggere le mani e la conchiglia per i genitali (all’inizio fatta di corteccia poi passò ad una conchiglia di mare avvolta in un panno per poi diventare quella che si usa oggi giorno), gli incontri si spostarono sui ring e si abbandonarono le strade e le piazze.

Dopo le arene furono costruiti gli stadi, fra i più importanti ci sono il Rajadamnern Stadium (costruito fra 1941 e il 1945 ed inaugurato il 23 agosto dello stesso anno) e il Lumpinee Boxing Stadium (costruito nel dopo guerra e inaugurato l’8 dicembre del 1956). La Mae Mai Muay Thai prese definitivamente il nome Muay Thai nel periodo in cui il regno del Siam ebbe il passaggio da monarchia assoluta a monarchia parlamentare (24 giugno 1939) che portò alla nascita del regno della Thailandia ("terra degli uomini liberi"). Durante la Seconda guerra mondiale torna di nuovo aa chiamarsi Siam per poi diventare di nuovo e permanentemente Thailandia nell’11 maggio 1949. Solo dopo gli anni settanta la Muay Thai fu conosciuta e praticata nel mondo occidentale, e comincia ha diffondersi a livello internazionale ed europeo.

- Amuleti -

Pra Krueng

Piccola immagine sacra del Buddha che veniva inserita all’interno del Mongkon e del Kruang Ruang dell'atleta, e serviva come portafortuna e per scacciare gli spiriti maligni

 

 

Kruang Ruang

 

Bracciale di stoffa, di corda intrecciata o di qualsiasi altro tessuto, fatto dal proprio maestro, si può portare singolarmente o su entrambe le braccia del combattente. Al suo interno può incorporare simboli e/o piccoli oggetti venerati dall’atleta, il suo significato e il suo contenuto lo conoscono solo il maestro e il suo atleta. Il materiale per creare il Kruang Ruang viene fornito dall’allievo, questo processo di preparazione serve per dare protezione al combattente e creare un legame indissolubile fra allievo e maestro.

 

 

Pirod

 

Bracciale di stoffa, di corda intrecciata o di qualsiasi altro tessuto, fatto dal proprio maestro, si può portare singolarmente o su entrambe le braccia del combattente. Si prepara come il Kruang Ruang e si ’indossa in alternativa su un braccio all’altezza del bicipite. In passato si narra che il Pirod poteva essere fatto anche con un intreccio di stoffa e di legno rattan.

 

Dhagrut 

 

Piccoli amuleti fatti in bronzo o alcune volte venivano fatti in argento raffiguranti simboli sacri, che avevano lo scopo ti proteggere il guerriero che li indossava. Potevano essere portati singolarmente o in quantità maggiori alcune volte si potevano anche inserire nei Kruang Ruang o nei Pirod se le loro dimensioni lo permettevano e se non erano di intralcio nei movimenti del combattente.

 

 

Pitsamorn 

 

Amuleti fatti con foglia di palma inserita in un rivestimento di fibra naturale raffiguranti simboli sacri simili ai Dhagrut. Si possono inserire all’interno del Kruang Ruang o del Pirod sempre se le dimensioni lo consentono e sempre se non sono d’intralcio nei movimenti del combattente.

 

Waahn

Erba che se associata ad un rituale magico, fornisce all’atleta che la custodiva all’interno del Mongkon, Kruang Ruang o del Pirod forza e virilità maggiore durante l’incontro. Alcuni atleti bevono un infuso di quest’erba (simile alla nostra cipolla) prima dell’incontro per aumentare la loro forza.

 

 

Prajied

 

Bracciale che identifica il grado di abilità dell’atleta nella pratica della Muay Thai che prende il nome di khan. Spesso viene confuso con il Kruang Ruang, la differenza è che il Kruang Ruang viene fatto dal proprio maestro e assume un significato molto importante nella vita del combattente, mentre il Prajied non ha nessun significato mistico-religioso e può essere fatto dall’allievo stesso, inoltre il Prajied cambia la propria colorazione in base al khan di appartenenza.

 

Mongkon

 

Amuleto protettivo di forma circolare che si indossa sul capo prima del combattimento. Il Mongkon viene applicato all’atleta dal suo maestro e solo da lui rimosso con rito propiziatorio prima dell’inizio del match, questo rituale prende il nome di Pitee Tod Mongkon. Il significato di questo amuleto è molto particolare e molto importante, perché rappresenta il tuo maestro, il campo di appartenenza, gli insegnamenti ricevuti e tutti i tuoi fratelli del campo. Ad ogni vittoria del combattente il maestro prende un pezzo del Kruang Ruang dell’allievo e lo unisce al proprio Mongkon con una cerimonia propiziatoria, cosi facendo si trasferisce il vigore del guerriero vincente nel Mongkon che proteggerà e infonderà maggiore vigore al nuovo combattente che lo porterà in seguito. Secondo una leggenda, in tempi antichi per creare questa corona magica venivano utilizzati serpenti velenosi che donavano al combattente prosperità e vigore atletico.

 

 

Suea – yan e Paa -yan

 

Tessuti di varia forma (Suea-yan maglietta tradizionale di colore rosso, Paa-yan fazzoletto tradizionale) con raffigurazioni e simboli mistici di energia chakra benedetti dai monaci, che venivano indossati o inseriti all’interno di altri amuleti come Mongkon o Kruang Ruang. Spesso gli atleti portano la simbologia magica permanentemente tatuata sul corpo. Pratica molto diffusa in Thailandia specialmente presso famosi templi come il Wat Bang Phra, questi tatuaggi praticati dai monaci buddisti prendono il nome di Sak-yant (o Yantra Tattoo). Queste raffigurazioni sacre non possono essere tatuate sotto la vita perché i simboli sacri non possono essere fatti in parti del corpo impure- (infatti, il pensiero thai dice che la testa e la parte più pura del corpo perché è la più in alto, mentre considerano i piedi la parte più impura.)

 

Chakra

Prima abbiamo accennato del Chakra, si può affermare che molte discipline orientali basano il proprio fondamentale teorico sull’esistenza dei meridiani, che nella medicina 

thailandese sono denominati Sen. Secondo questa teoria, attraverso la respirazione, penetra nel corpo un’energia che lo mantiene in vita. L’energia si diffonde in tutto il corpo, attraverso dei canali, detti appunto “meridiani”, in altre parole chakra. Per credenze antiche ancora oggi vengono fatti sul corpo dei guerrieri tatuaggi nei punti meridiani dei simboli chakra o diversamente, preghiere buddiste.  

 

Phuang Malai

 

Sono ghirlande di fiori (quali orchidee, garofani, gelsomino e margherite) che vengono portate dal combattente prima dell’incontro, per essere visualizzate in modo ottimale vengono messe sul petto nudo dell’atleta. Il significato di queste ghirlande e di buon auspicio, di allontanare gli spiriti maligni e avere la protezione degli spiriti benigni. Vengono utilizzate anche e soprattutto nella vita quotidiana come segno di felicita e di benevolenza. Queste ghirlande hanno lunghezze, colorazioni e disegni differenti in base alle regioni di provenienza nonostante siano tutte differenti hanno tutte le stesse forme (assomigliano a delle collane).  

 

 

Whan Nan Chan Kok

 

La Whan Nan Chan Kok è una radice tossica che cresce agli argini dei fiumi. Questa radice veniva usata nel passato prima di un incontro all’ultimo sangue. Il guerriero Thai veniva cosparso di un unguento ricavato dalla lavorazione di questa radice che provocava un’immediata reazione al contatto con la pelle del guerriero, provocando una formazione di bolle sulla cute. Queste bolle servivano per salvare il combattente dalle ferite profonde create dalle tecniche atte al taglio della pelle negli scontri all’ultimo sangue, possiamo dire che questa radice velenosa veniva usata per difesa e non per offesa dei combattenti.

 

Classificazione dei praticanti

KAN – Passaggi di grado

Come abbiamo già detto in precedenza la Muay Thai nasce per un’esigenza, quella di proteggere il popolo Thailandese dalle aggressioni nemiche. Per questo motivo si può supporre che gli allenamenti in passato erano molto duri, e le tecniche trasmesse erano quelle che potevano migliorare le doti naturali di combattimento dell’atleta e renderlo invincibile, forse trascurando le tecniche dall’esecuzione più complessa. Possiamo pensare che per questo motivo non vi erano in Thailandia gradi o cinture che identificavano la conoscenza delle tecniche di combattimento come nelle altre arti marziali. Questa filosofia d’insegnamento con il passare dei secoli ci ha reso testimoni della nascita di formidabili e micidiali combattenti e delle loro leggende, ma ci ha anche privato di molte tecniche che purtroppo sono andate perdute con il passare del tempo.

Con l’avvento degli occidentali e la diffusione in occidente della Muay Thai si è riscontrata l’esigenza di regolamentare la Thai per offrire una conoscenza più ampia e per assicurare che le tecniche rimaste non siano smarrite nel tempo. Per fare questo vent’anni fa circa le tecniche della Thai furono divise in dodici gradi che prendono il nome di KAN. Gradi che hanno programmi ben precisi regolamentati dalla FIKB (Federazione Italiana Kickboxing, unica federazione per la Muay Thai riconosciuta in Italia dal CONI), che permettono una conoscenza delle tecniche molto approfondita e ampia andando a toccare tutti campi di combattimento (gomiti, ginocchia, calci, lotta, pugni).

Una volta decisi i kan furono posti a una scrupolosa analisi dei maestri thai più bravi dell’epoca i quali presero una decisione che comportò un cambiamento dei kan che divennero quindici. Furono scelti i cinque maestri più bravi e insigniti del mongkon dorato (xv kan), i quali scelsero a loro volta venti maestri thai che vennero insigniti con il mongkon d’argento (xIv kan). Mentre per tutti gli altri kan basta sostenere un esame, per gli ultimi due non esistono esami ma si ottengono per anzianità. Mentre il xIII kan si ottiene quando il tuo maestro ti ritiene pronto per divulgare i sui insegnamenti e ti dona il mongkon.

Per distinguere i vari kan fra loro sono stati introdotti i prajied e i mongkon di diverse colorazioni. Possiamo quindi sostenere la tesi che in realtà i kan siano dodici, e non quindici perché per gli ultimi kan non ci sono esami possibili da sostenere, ma non possiamo neanche negare l’esistenza degli ultimi kan.

 

Kan secondo la regolamentazione della FIKB

 

I KAN prajied bianco

II KAN prajied giallo

III KAN prajied giallo e bianco

IV KAN prajied verde

V KAN prajied verde e bianco

VI KAN prajied blu

VII KAN prajied blu e bianco

VIII KAN prajied marrone

IX KAN prajied marrone e bianco

X KAN mongkon rosso (istruttore)

XI KAN mongkon argento (maestro)

XII KAN mongkon dorato (gran maestro)

 

Kan secondo la regolamentazione di alcune associazioni e federazioni italiane ed internazionali

I KAN prajied bianco

II KAN prajied giallo

III KAN prajied giallo e bianco

IV KAN prajied verde

V KAN prajied verde e bianco

VI KAN prajied blu

VII KAN prajied blu e bianco

VIII KAN prajied marrone

IX KAN prajied marrone e bianco

X KAN mongkon rosso

XI KAN 1°livello mongkon rosso e bianco (tirocinante istruttore base)

XI KAN 2°livello mongkon rosso e bianco (tirocinante istruttore avanzato)

XII KAN 1°livello mongkon rosso e giallo (istruttore base)

XII KAN 2°livello mongkon rosso e giallo (istruttore avanzato)

XIII KAN 1°livello mongkon rosso e argento (alto istruttore base)

XIII KAN 2°livello mongkon rosso e argento (alto istruttore avanzato)

XIV KAN mongkon argento (maestro)

XV KAN mongkon dorato (gran maestro)

 

- Mitologia tradizionale -

Nai Khanomthom

Si narra che durante la guerra fra il regno del Siam e la Birmania più precisamente nell’anno 1767, la capitale dell’epoca Ayutthaya venne invasa e distrutta proprio dal popolo birmano che fece prigionieri tutti gli abitanti e rese schiavi tutti i guerrieri catturati durante la battaglia. Il re birmano ossia il re Magra organizzò dei tornei in onore delle sue vittorie, dove fece combattere i suoi migliori guerrieri contro i guerrieri che aveva reso prigionieri con la battaglia di Ayutthaya che per l’occasione vennero utilizzati come gladiatori. Durante questi incontri il re rimase affascinato dallo stile di combattimento di uno dei prigionieri, stile che assomigliava in parte a quello dei migliori guerrieri birmani che praticavano il Parma (arte che prediligeva colpi di braccia in quanto l’abito che indossavano impediva movimenti molto vistosi delle gambe).

Ammaliato dalla Pahuyuth e dallo stile di questo guerriero misterioso il re Magra decise di organizzare un evento dove i dieci migliori guerrieri birmani dovevano combattere contro questo guerriero. Il misterioso guerriero riuscì a vincere tutti i dieci avversari (che fu costretto ad affrontare) con colpi potenti, veloci e precisi, il re Magra stupito di come un uomo solo fosse riuscito a vincere ed a compiere un’impresa così stupefacente, decise che questo guerriero si era meritato la libertà e con lui tutti gli altri prigionieri catturati nella città di Ayutthaya in questo preciso istante nasce la più famosa leggenda del popolo thailandese: Nai Khanom Thom. Da allora la figura di questo grande eroe viene vista come anima ed essenza di questa arte marziale, viene visto come colui che è pronto al sacrificio anteponendo l’onore, l’amore per la propria patria, la propria religione, il proprio maestro, la propria scuola a discapito dei propri interessi personali ecco perché il 17 marzo si festeggia questo eroe.

 

 

Praya Pi-Chai Dab Hak

 

Nato povero, figlio di un coltivatore di riso, iniziò a studiare da monaco, ma poi fu allontanato per aver osato affrontare e battere un ricco nobile del paese. Incominciò un percorso di studio e formazione della Pahuyuth. Percorso che lo portò a competere e vincere in molte competizioni fino a diventare la guardia personale di Praya Tak (Prachao Taksin Maharaj), futuro 1° re del periodo Thonbury. Anche lui si distinse molte volte in azioni di guerra e venne insignito del titolo di nobile della città dove era cresciuto da bambino.

 

 

Muen Plan

 

Nel 1788 durante il regno di Rama I due fratelli francesi arrivarono nel regno del Siam. Erano pugili che si erano fatti una reputazione sconfiggendo pugili locali attraverso l’Indo-China. Essi vennero a sfidare i Thai; i quali accettarono. Fu lo stesso principe thailandese ad assumersi l’onere di trovare un difensore dell’onore dei thai. Scelse un membro della protezione reale del palazzo – Muen Plan. La gara si svolse sul terreno davanti al Palazzo Reale (Grand Palace); Muen Plan vestiva in abito reale da battaglia e sul braccio aveva il suo Kruang Rang per proteggerlo. Questo abilissimo combattente sconfisse i due fortissimi atleti arrivati dalla Francia in breve tempo e ribadì la propria supremazia. Dopo averli battuti senza troppe difficoltà, dal re Rama primo gli fu dato il nome di Muen Plan che significa “regno della distruzione” a voler enfatizzare la sua supremazia devastante.

 

 

Phra Chao Sri Sanpetch VIII

 

Khun Luang Serasak, era conosciuto prima di essere incoronato perché era il figlio di Phra Petraja, fondatore della dinastia Ban Plu Luan. Suo figlio fu conosciuto come Phra Chao Sri Sanpetch VIII solo in seguito come Phra Buddha Chao Sua o “il Re Tigre” a causa della sua ferocia come combattente di Muay Thai. Durante il suo regno la Muay Thai conosce un periodo d’oro (dovuto anche al fatto che lo stesso re praticasse questa arte), si narra che il re tigre dovesse partecipare in incognito durante le manifestazioni dove vi erano dei combattimenti perché se avesse rivelato la sua vera identità nessuno avrebbe accettato di battersi con lui. Proprio per questo motivo Phra Buddha Chao Sua decise di combattere in incognito per verificare la sua bravura nella pratica della Pahuyuth e per verificare se le sue vittorie erano dovute al fatto che era re o perché era un bravo guerriero.

La sua prova è venuta quando in un tempio di Ban Pajanta nel distretto di Viset Chaichan, vi fu una celebravano con una manifestazione, svolgevano degli incontri di Muay Thai, il re prese il suo seguito e viaggiò fino ad arrivare al tempio. Il re era come un pugile di passaggio dalla città, accompagnato dai suoi aiuti, manager e trainer “Il Re Tigre”, localizzò presto il terreno adibito ad incontro e mandò là un suo aiuto per organizzare il combattimento. Il promotore volle pesare “il pugile di passaggio”, in modo che potesse organizzare un buon mach. Ma il re rifiutò di dire che avrebbe combattuto ogni pugile senza riguardo al peso ed alla stazza. Egli voleva combattere con il campione locale. Le annotazioni dicono che la lotta che seguii fu un contesto emozionante e pieno di tecniche fra due combattenti di talento, ma sferrò presto il colpo che condusse alla sconfitta il campione locale. Il Re Tigre continuò a combattere e battere i migliori del Regno, come sconosciuto combattente della città che voleva misurare la sua abilità con qualsiasi atleta.

 

Diffusione

La Muay Thai si diffuse fin dal 1500, nei primi tempi di pace del popolo Siamese, quando i cittadini organizzavano manifestazioni ed incontri: era la pratica preferita dai civili, sia per divertimento che per difesa personale (Mae Mai Muay Thai). Allora si combatteva senza regole, senza categorie di peso, senza limiti di tempo, fino alla sottomissione, all'incoscienza o, tragicamente, alla morte di uno dei contendenti. Non si usavano protezioni a parte una conchiglia a protezione delle parti intime e una corda avvolta intorno alle nocche. A volte questa veniva intrisa in una specie di colla e in polvere di vetro, trasformando gli incontri in autentici bagni di sangue.

La vera connotazione di sport come lo intendiamo noi fu data alla Muay Thai durante il regno del re Rama VI nel 1921 (corrispondente all'anno B.E. 2464), con l'introduzione dei guantoni e di regole affini a quelle della boxe occidentale, già allora molto popolare sull'onda del colonialismo. Il re comandò il generale Praia Nontisen Surentara Pahdi di costruire uno stadio nel Suan Kulab college e di organizzare competizioni ogni sabato. Negli anni la Muay Thai si è evoluta verso la dimensione sportiva, giungendo oggi a noi come una disciplina sportiva completa, che non ha perduto le sue caratteristiche antiche, i suoi riti dai significati sociali e religiosi, arricchitasi però dell'aspetto ludico.

In Thailandia quest'arte marziale è considerata sport nazionale, e gli incontri offrono notevoli possibilità di guadagno ai ragazzi che vi si cimentano. È stato osservato più volte che mentre i Thai si battono spesso, almeno agli inizi per mettere insieme pranzo e cena, gli stranieri, i cosidetti farang che praticano la Muay Thai, lo fanno più che per i pochi soldi in palio, per la gloria. Nella maggior parte degli incontri, e particolarmente in patria, i thai hanno saputo far valere la loro superiore esperienza rispetto ai farang. Qualche combattente occidentale ha saputo però superarli anche a casa loro, come ad esempio il leggendario olandese Ramon Dekkers. In generale gli occidentali mostrano un certo vantaggio nella tecnica pugilistica rispetto ai thai, i quali appaiono invece insuperabili per mobilità, rapidità, resistenza e nell'uso sapiente e micidiale della corta distanza, dei gomiti e delle ginocchia. Ultimamente lo sport si è aperto anche alle donne, e con successo: dalla difesa personale all'agonismo il passo è stato breve per non poche ragazze, soprattutto in paesi come Olanda e Francia (già supremi a livello europeo nel settore maschile) e nel mondo anglosassone, ma anche in Giappone e, superando le resistenze tradizionali, in patria. Fra le atlete menzioniamo le francesi Chantal Menard e Valerie Henin e le olandesi Lucia Rijker e Saskia Van Rijswijck. Nonostante oggi sia considerato uno sport a tutti gli effetti, il Muay Thai è considerata tra le più dure ed impegnative specialità tra gli sport da combattimento. Difatti, come accennato, è permesso percuotere con tutte le parti del corpo (tranne la testa) la quasi totalità dell'avversario ed è possibile effettuare alcune proiezioni. In particolare i thaiboxer sono temuti per l'utilizzo dei colpi di gomito, permessi quasi esclusivamente in Thailandia per la loro pericolosità.

In Italia la Muay Thai è giunta per la prima volta nel 1979 col maestro Stefano Giannessi ed ancora prima con Rinaldo Rinaldi che fondò nel 1983 la prima associazione di Muay Thai in Italia( AITB ), Muay Thai che ancora oggi attraversa una fase di sviluppo. Negli anni "90 alcuni atleti italiani si sono fatti notare in campo internazionale. Una recente polemica sta contrapponendo i sostenitori della versione "standard" della Muay Thai a quelli della Muay Boran. Quest'ultima, portata in Italia da Marco De Cesaris, costituisce una sorta di summa delle tecniche tradizionali andate via via perdendosi con l'emergere di una Muay Thai inevitabilmente "occidentalizzata" dalle regole imposte dagli anni Venti in avanti e dal contatto con il pugilato. Le tecniche tradizionali ricercate nel corpus di 

conoscenze dei maestri thailandesi e riportate in auge sotto il nome di Muay Boran vengono poi divise in stili regionali: Muay Tha Sao (nord), Muay Korat (regione dell'Isan o nordest), Muay Lop Buri (regione centrale), Muay Chaiya (sud). Dice una frase tradizionale: Punch (pugno) Korat, Wit (astuzia) Lopburi, Posture (posizione) Chaiya, Faster (velocità) Thasao. Ognuna di queste scuole regionali ha contribuito nel tempo allo sviluppo dell'arte nel suo complesso.Da una scissione nell'Associazione Italiana Muay Thai, la prima del suo genere che ha formato i primi istruttori di quest arte in Italia oltre che una nazionale, si è formata la vera Federazione Italiana Muay Thai ( FIMT )http://www.uibm.gov.it/dati/Testo.aspx?load=info_list_uno&id=346368&table=TradeMark grazie ai Maestri Petrò, Scordi, Bramini , Valente ; federazione riconosciutra già a suo tempo dalle maggiori organizzazioni internazionali soprattutto Thailandesi e tutt'ora in attività http://www.federazioneitalianamuaythai.com/.

La muay thai sportiva è promossa in Italia anche dalla Federazione Italiana Muay Thai di Davide Carlot, presidente e delegato ufficiale per la IFMA Italia, unica federazione internazionale riconosciuta dal GAISF-CIO, partecipa annualmente con la propria squadra nazionale ai campionati mondiali di questa disciplina. Le muay thai tradizionale (mae mai muay thai) e sportiva sono promosse dal Maestro Aldo Chiari sia tramite la sua scuola "Naresuan Thai Martial Arts Institue" sia tramite la Kombat League, lega degli sport da combattimento che promuove in Italia i piu,'grandi eventi relativi alla Muay Thai come il "The Contender Asia" o "S1 One Songchai" .Altro Maestro della Muay thai in Italia è Patrick Cesarini,istruito direttamente da maestri thailandesi con i quali si alleno a Bangkok in Thailandia.

 

Terminologia

Nak Muay - Studente di Muay Thai

Nak Su - guerriero Muay Thai

Kru - maestro

Ajarn - gran maestro

Ian Tao - vuoto

Kum Chum - bascula mento (ritmo basculante)

Phasom Muay - spostamenti sull’asse frontale

Kom Muay Kee - combinazioni d’attacco/ di difesa

Chap-Kor - lotta (clinch) tecniche base

Ram Muay - danza rituale

Bang - blocco

Bang Nok - blocco ad incrocio

Lom - schivata da calcio alto

Seub - spostamenti nello spazio

Ian Sam Kum - passo del gigante

Den Muay - spostamenti sull’asse laterale

Wiang - proiezioni

Ti Lop - schivata con rotazione del busto a destra o sinistra

Lop Chark - schivata con passo d’uscita a 45°

Sam Kum - spostamenti (passi) a croce

Seua Yang - spostamenti in rotazione con cambio di guardia

Tae Arm Tap - passo del guerriero

Mah Yong - passo del cavallo

Narai Kwang Chak - pugni in rotazione

Kwang Chak Narai - pugno frustato laterale

PUGNO

Yaeb - pugno diretto con braccio avanzato

Mahd Trogng - pugno diretto con passo

Mahd Kohk - pugno gancio

Mahd Suhy - pugno montante

Mahd Wiang - pugno con traiettoria discendente

Mahd Tawad - pugno gancio largo

Grabob cho - pugno saltato


GINOCCHIA

Kao Trong Neb - ginocchiata in linea frontale diretta corpo

Kao Trong Kor - ginocchiata in linea frontale diretta alla testa

Kao Kee - ginocchiata laterale

Kao Cratai - ginocchiata frontale diretta alla coscia (linea bassa)

Kao Cheng - ginocchiata diagonale

Kao Kone - ginocchiata laterale con caricamento

Kao Laa - ginocchiata circolare (tecnica di ginocchio)

Kao Thad - ginocchiata circolare (tecnica di tibia)

Kao Loy - ginocchiata volante

Kao Lod - ginocchiata in spinta“stop kick” in lotta

Kao Ku - ginocchiata doppia


GOMITI

Sok Dtad - gomitata circolare orizzontale

Sok Cheng - gomitata ascendente diagonale

Sok Gnad - gomitata ascendente verticale

Sok Dti - gomitata orizzontale discendente

Sok Sab - gomitata discendente verticale

Sok Pung - gomitata in percussione frontale

Sok Gratong - gomitata verticale ascendente

Sok Ku - gomitata doppia

Sok Glab - gomitata girata

Sok Glab Fan Lang - gomitata girata discendente

Sok Glab Quan Lang - gomitata girata orizzontale

Sok Glab Iak Lang - gomitata girata ascendente

Sok Kwang - gomitata a spirale

Ramasun Kwang Kwarn - gomitata saltata discendente con presa

Rusei Bodi Hac - gomitata saltata discendente senza presa

Monto Nung Tak - gomitata girata saltata discendente

Pak Tai Toi - gomitata discendente di rientro dal sok cheng


CALCI

Tae Kaa - calcio circolare basso

Tae Laa - calcio circolare basso parallelo al terreno

Tae Lam Tua - calcio circolare medio

Tae Ken Kor - calcio circolare alla testa

Tae Cheng Kaa - calcio diagonale ascendente basso

Tae Cheng Lam Tua - calcio diagonale ascendente medio

Tae Chang Kor - calcio diagonale ascendente alla testa

Tae Tawad Kaa - calcio circolare discendente basso

Tae Tawad Lam Tua - calcio circolare discendente al corpo (medio)

Tae Tawad Kor - calcio circolare discendente alla testa (alto)

Tae Tien Pai Laa - calcio ascendente basso

Tae Tien Pai Lam Tua - calcio ascendente medio (al corpo)

Tae Tien Pai Kor - calcio ascendente alto (al volto)

Tae Quad Torani - calcio circolare basso sul polpaccio

Tae Tawad Quad Torani - calcio circolare basso sul polpaccio discendente

Tae Trong - calcio circolare diretto

Tae Thad - calcio circolare basso in incidenza

Tip - calcio frontale

Tip Kaang - calcio laterale con la gamba avanzata

Tip Viroon - calcio frontale alla coscia

Tip Grab Lang - calcio all’indietro diretto (Kwang Lieu Lang)

Tae Grab Lang - calcio circolare girato all’indietro (Jarakee Fad Hang)

Grabob Tae Lam Tua - calcio circolare saltato

Batha Loob Pak - calcio ad ascia (diretto con movimento frustato)

Lom Khun Thuan - calcio girato verticale

 

Rituali pre-combattimento

La fase che precede il combattimento è la parte che si può definire come la più importante per l’atleta, infatti, in questi attimi il combattente deve trovare la concentrazione, la tranquillità e il favore degli spiriti benigni per far si che il combattimento abbia un buon esito. Tutto questo si verifica con lo svolgimento di tre rituali pre-combattimento che sono: - Kuen Suu Weitee, - Ram Muay, - Pitee Tod Mongkon.

 

 

Kuen Suu Weitee

 

L’entrata nel ring è un momento molto importante, essendo un punto focale nella preparazione dell’atleta all’incontro dal punto di vista psicologico. È una fase di meditazione, preghiera e incantesimi nonché un susseguirsi di gesti scaramantici e magici come per esempio il modo di salire le scale del ring e passare le corde. Tutto questo serve per infondere fiducia all’atleta e per sgomberare la mente da pensieri inutili che possono condizionare il modo di affrontare l’incontro.

 

 

Ram Muay

 

La Ram Muay è una danza rituale che viene eseguita con movimenti lenti e simbolici accompagnati da una musica che prende il nome di Dontree Muay (musica che accompagna tutto lo svolgimento dell’incontro, l’intensità della Dontree Muay cresce man mano che l’incontro si fa più cruento). Questa danza serve per ottenere il favore degli spiriti benigni e per scacciare gli spiriti maligni dal terreno dello scontro. Questo rituale ha una valenza non solo religiosa ma anche pratica, infatti, viene usata come forma di stretching per riscaldare i muscoli e prepararli allo scontro.

L’esecuzione di questa danza viene accompagnata dalla recitazione in modo silenzioso di preghiere e formule magiche propiziatorie, che servono per ottenere un buon esito dello scontro. I movimenti che caratterizzano la Ram Muay possono variare o essere completamente diversi a seconda della scuola di appartenenza o dello stile di combattimento utilizzato dall’atleta. La Ram Muay oltre ad avere un significato mistico-religioso mira fondamentalmente a dimostrare devozione religiosa, umiltà e gratitudine da parte dell’allievo, nei tempi antichi il rituale era rivolto a dimostrare devozione al Re e al proprio mentore, oggi invece è rivolto all’organizzatore dell’incontro e al proprio allenatore. La Ram Muay si sviluppa in tre fasi fondamentali: - Whai Khru o Whai Khru Ram Muay, - Taa Phrom Naang, - Phrom Si Na.

 

 

Whai Khru

 

Il Whai Khru è la parte più importante della Ram Muay, è un rito di puro rispetto che prende varie forme in diversi contesti, per capire il significato in modo corretto nel contesto della Muay Thai bisogna capire che il Khru ovvero”maestro “ nella cultura Thai è colui che fornisce il proprio sapere; i genitori nell’ambito famigliare, i monaci nel contesto religioso, il re nel contesto assoluto. Indipendentemente dal contesto di riferimento colui che fruisce degli insegnamenti rispetta in maniera assoluta il proprio maestro e tratta i suoi pari come se fossero i suoi fratelli e sorelle all’interno del nucleo famigliare. Esistono tre diverse forme di Whai Khru che gli allievi imparano durante il loro tragitto di apprendimento:

 

Kuen Khru, Yor Krhu:

Questa è la forma che viene eseguita dall’allievo quando viene accettato come studente dal maestro, che si impegna a insegnarli tutto il suo sapere.

 

Whai Khru Prajam Pee:

Questa è una forma particolare del Whai Khru che viene eseguita in occasioni particolari, (ad esempio in occasione di celebrazioni religiose), come omaggio al proprio maestro e come forma di rispetto per i maestri passati

 

Whai Khru Ram Muay:

Questa è la forma che gli atleti eseguono prima di un combattimento e assume questo nome perché il Whai Khru viene inserito in una danza rituale detta Ram 

Muay.

 

Molti sostengono che ci sia una quarta forma della Whai Khru detta Krob Khru, forma che viene riservata a coloro che dopo un lungo percorso d’apprendimento vengono iniziati al ruolo di insegnanti, e ritenuti pronti per diffondere le proprie conoscenze. Questa danza è senza dubbio un aspetto affascinante e spettacolare della Muay Thai e non essendo strettamente legata alla religione può essere eseguita anche da atleti occidentali.

Oltre ad essere un segno di omaggio e rispetto verso il proprio maestro questa danza è ricca di significati, che assumono un valore differente asseconda dell’atleta che la esegue, ma tutti gli atleti, in segno di rispetto, si volgono verso il proprio maestro e devono effettuare tre inchini “Saam Krab” alternandoli alla classica posizione delle mani congiunte in preghiera che prende il nome di “Thep Panom”. Con questi passaggi si intende ringraziare e omaggiare la propria nazione, la propria religione, e il proprio maestro e tutti i guerrieri Thai presenti e passati. Il termine Whai Khru tradotto letteralmente vuol dire omaggio al maestro, ovvero omaggio a colui che ti ha donato il suo sapere.

 

 

Taa Phrom Naang

 

Questa parte viene identificata come la parte della Ram Muay fatta a terra, nella quale l’atleta effettua movimenti lenti e precisi che simulano i vecchi bendaggi utilizzati nei tempi antichi, il volo del cigno simbolo di libertà (considerato un animale sacro). I movimenti vengono ripetuti tre volte per omaggiare il proprio maestro e guerrieri passati, la propria patria e la propria religione. In più questa fase permette all’atleta di fare stretching alle gambe preparandole per l’incontro.

 

 

Phrom Si Na

 

Questa fase della Ram Muay è la parte in piedi della danza anche qui l’atleta ripete per tre volte gli stessi movimenti fatti nel Taa Phron Naang con lo stesso significato, in questa fase si va a stimolare le anche per prepararle allo sforzo che dovranno subire durante l’incontro. Questa è la parte più importante per atleta in quanto egli mostrerà tutta la sua indole guerriera al proprio avversario compiendo ripetute volte il passo del guerriero.

 

 

Pitee Tod Mongkon 

 

Una volta finite tutte le fasi della Ram Muay l’atleta va verso il suo maestro, che con le mani congiunte al volto inizia la recitazione in modo silenzioso di preghiere e formule magiche propiziatorie per il buon esito del combattimento. Finite le preghiere e i riti propiziatori toglie dalla testa dell’allievo il Mongkon e lo pone sul proprio angolo con la funzione di proteggere l’allievo dagli spiriti maligni per tutta la durata dell’incontro.

 

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